meditando...: I 7 SPECCHI ESSENI seconda parte....
Postato il Sabato, 11 ottobre @ 17:24:11 CEST di entobosco |
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Gli antichi Esseni forse identificarono meglio di chiunque altro il ruolo dei rapporti umani, riuscendo a dividerli in 7categorie: 7 misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe esperimentato nel corso della sua vita di relazione. Gli Esseni li hanno definiti “specchi” e ci fanno ricordare che in ogni momento della nostra vita la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.
IL 5° SPECCHIO ESSENO
Nella mia opinione questo modello di rapporti umani, il quinto specchio esseno, è forse il più potente in assoluto, perché credo ci permetta di vedere meglio e più profondamente degli altri la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori nel corso della nostra interazione con loro.
Attraverso questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le nostre credenze e aspettative nei confronti di quello che potrebbe configurarsi come il più sacro rapporto che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioè il rapporto fra noi e la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l'aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo.
E' attraverso il rapporto con i nostri genitori, che essi ci mostrano le nostre aspettative e credenze verso il rapporto divino. Per esempio se ci troviamo a vivere un rapporto con genitori da cui ci sentiamo continuamente giudicati o per i quali anche fare del nostro meglio non è mai abbastanza, è altamente probabile che quel rapporto rifletta la seguente verità: siamo noi che crediamo, dentro di noi, di non essere all'altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che ci si aspettava da noi attraverso la nostra percezione di noi stessi fino al Creatore.
Questo è uno specchio potente e molto impalpabile, che, forse più di altri, ci può svelare perché abbiamo vissuto le nostre vite in un determinato modo.
Tale specchio ha avuto un impatto incredibile nella mia vita. Un impatto ricco di implicazioni. Condividerò con voi una frase che poi studieremo da moltissime angolature, discutendo questo specchio in dettagli, perché la frase è molto ricca di significati. Prima però vi faccio notare che esistono ben pochi assoluti, che ci sono sempre delle eccezioni e che l'argomento che stiamo per affrontare va visto come una ricerca di modelli generali.
Se, mentre vi parlo, sentite una voce interiore che dice: "Non è assolutamente così!" è possibile che abbiate appena contatto un'informazione molto potente nella vostra storia personale e che vi venga chiesto ora di decidere se questo è il momento opportuno per prenderne coscienza. Se la risposta è "si", vuol dire che avete gli strumenti per farlo, se è "no", voi avete sentito quali sono questi strumenti.
Quindi, se mentre vi parlo provate un'emozione, oppure se la vostra temperatura corporea sale un po', o se il battito del vostro cuore aumenta, o se sentite un formicolio alle dita (è un po' come quando si è innamorati), forse vi sta succedendo ciò che vi ho appena preannunciato.
Una risposta di questo tipo si realizza solo quando vi viene mostrato qualcosa di così profondo che in passato avete scelto di allontanarvene. Quindi la cosa da tener presente riguardo questo specchio è la seguente: a prescindere dalle caratteristiche che avete condiviso, pur senza giudicare, senza pensare al giusto e allo sbagliato, visto che stiamo lavorando sullo specchio della polarità che presenta solo segni positivi o negativi, c'è una buona probabilità che le parole che usate per descrivere i vostri genitori come li vedete oggi, da adulti, abbiano pochissimo a che fare con le persone di questa terra che voi chiamate mamma e papà.
E' molto probabile che le parole che usate per descrivere i vostri genitori terrestri, vi servano a descrivere uno specchio che i vostri genitori hanno retto impeccabilmente dinanzi a voi, per darvi una visione del rapporto più sacro che è dato conoscere sulla Terra. E' anche molto probabile che il modo in cui percepite i vostri genitori sulla Terra, rappresenti lo specchio delle vostre aspettative verso il rapporto che intrattenete con la Madre e il Padre celesti.
Lo ripeto: c'è una buona probabilità che il modo in cui vedete o come descrivete i vostri genitori, le parole che usate, siano quelle che descrivono le aspettative che avete sul rapporto con la vostra madre e il vostro padre divino.
L'argomento può essere inquadrato da molte angolazioni. E lo faremo dettagliatamente fra poco per mezzo di un piccolo esercizio. Vi chiedo: è possibile che i vostri genitori, nell'invitarvi inconsciamente o consciamente in questo mondo, si siano assunti una responsabilità sottintesa di cui la nostra cultura si è dimenticata? Secondo la quale la madre e il padre terrestri, che ci mettono al mondo e si prendono cura di noi sarebbero dei surrogati, cioè l'approssimazione più vicina all'aspetto materno e paterno del nostro creatore Divino?
Noi sappiamo che in realtà il Creatore non ha un'identità sessuale, non è né una madre, né un padre, bensì per così dire "una forza" in mancanza di una parola migliore in inglese.
Vi chiedo ancora: "E' possibile che i vostri genitori vi abbiano amato così tanto e forse a dei livelli di cui non sono stati e non sono essi stessi coscienti, da riuscire a reggere impeccabilmente davanti a voi uno specchio capace di mostrarvi, come voi concepite il rapporto non tanto con loro, ma con il vostro padre divino e la vostra madre divina?.
E' possibile che le volte in cui avete percepito la rabbia dei vostri genitori verso di voi in realtà abbiate percepito quella che credevate essere la rabbia del vostro Creatore verso di voi?
E' possibile, infine che, quando i vostri genitori sono orgogliosi di voi, vi danno l'incoraggiamento che vi fa sentir bene, voi in realtà stiate sentendo qualcosa che proviene dal vostro creatore?
E' possibile?
Se è vero che gli specchi funzionano, io credo che questo sia precisamente ciò che accade. Credo che ci sia una buona probabilità che gli esseri umani siano capaci di amare a livelli così taciti e profondi da riuscire a scambiarsi questi specchi con grande precisione e credo anche che i nostri genitori hanno fatto proprio questo per noi.
Con ciò non voglio sottintedere alcuna scusante per i loro comportamenti. Vi chiedo semplicemente di ammettere la possibilità che in effetti il rapporto con i vostri genitori o con chi vi ha allevato, nel caso siate siate stati adottati o abbiate vissuto in un orfanotrofio, vi abbia permesso di vedere uno specchio, nel quale siete riusciti a percepire le vostre credenze e aspettative su come credete che il vostro Creatore vi concepisca e su come voi lo concepite.
Cosa provate pensando alla possibilità che i vostri genitori vi abbiano mostrato questo specchio? Ha un senso per voi?
Proviamo a fare un esercizio. Vi invito a chiudere gli occhi e a fare un respiro profondo alla maniera dello Yoga, spingendo fuori il ventre durante l'inspirazione, in modo da far scendere bene il diaframma. Fate una breve pausa, poi espirate contraendo leggermente i muscoli del ventre.
Ora vi chiedo di rivolgere a voi stessi il seguente invito: "Io acconsento a sentire. Io mi permetto di sentire." Ripetete mentalmente: "Io acconsento a sentire, Io mi permetto di sentire". Datevi anche il permesso di ricordare, dicendovi: "Acconsento a ricordare" ripetetevi mentalmente: "Io ricordo, io acconsento a ricordare"
A questo punto vi pongo una domanda: "Se qualcuno venisse da voi e vi dicesse che vi resta un solo minuto sulla Terra, trascorso il quale non sarete più presenti qui né potrete più comunicare con coloro che amate e che, durante quel minuto voi potreste dire qualunque cosa ai vostri genitori terrestri, cosa direste?"
Che parole scegliereste? Vi invito a condividere con me le parole che usereste durante quel minuto.
"Noi siamo uno"
"Sii felice"
"Ci vediamo presto"
"Ti voglio bene"
Va bene, ora se qualcuno venisse da voi e vi dicesse che vi resta un minuto da vivere in questo mondo in compagnia di coloro che amate e che in quel minuto voi potreste udire la voce di vostra madre o di vostro padre, dirvi qualunque cosa, che cosa vorreste sentirvi dire da vostro padre o da vostra madre? Vi invito a condividere con me quelle parole.
Cosa vi piacerebbe di più sentirvi dire?
Tenete gli occhi chiusi inspirate profondamente ed ascoltate. In quel minuto voi potreste udire qualunque frase.
Mi rivolgerò agli uomini per primi: Signori se voi poteste udire una qualunque frase rivolta a voi dal vostro Creatore, lo udireste dire: "Figlio mio sono orgoglioso di te, figlio mio, ti voglio bene, Hai agito bene. Grazie, figlio mio"
Ed ora alle donne: Signore, se voi poteste udire queste parole: "Figlia mia grazie! Hai agito bene! Figlia mia, torna a casa!" Cosa provate nell'udire queste parole? Riuscite a percepire una sensazione nel vostro corpo? Perché? In fondo sono solo parole? E' possibile che abbiamo trascorso la maggior parte della nostra vita credendo di cercare amore rispetto e approvazione dai nostri genitori terrestri, in quanto essi sono la cosa più vicina alla nostra madre e al nostro padre divini?
La realtà è questa. Nel profondo noi abbiamo sempre saputo che in realtà cercavamo l'approvazione del nostro Creatore, cercavamo il suo amore e il suo rispetto. E' possibile?
Se è così avete appena ricevuto una grossa quantità di informazioni sul perché avete vissuto la vostra vita in un determinato modo e su come l'avete vissuta.
[...]
I rapporti umani ci offrono la possibilità di guarire il rapporto con i nostri surrogati terrestri e nel fare questo noi saniamo anche il rapporto con la controparte divina. Il tutto funziona anche all'inverso, nel guarire il rapporto con la controparte divina deve per forza sanarsi anche il rapporto con i genitori terrestri. Tutto questo non significa che, in quanto figli, siete responsabili delle malattie dei vostri genitori o delle loro scelte di vita.
Loro hanno semplicemente accettato, ad un determinato livello di consapevolezza di reggere dinanzi a voi lo specchio che riflette le vostre aspettative ed hanno scelto come proporvi quello specchio durante la loro vita.
Una volta che i genitori sono sollevati dal peso dello specchio sorge la seguente domanda: "Si ricordano della loro vera natura?" "Esiste una parete della loro consapevolezza che fa dire loro: " finalmente mio figlio ha compreso il messaggio, ora posso vivere la mia vita. Oppure rimangono tanto invischiati nel loro sistema di credenze da credere di essere quelle malattie.
Questo è proprio il punto cruciale su cui noi stiamo lavorando tutti insieme per sanare noi stessi e per ricordare quelle possibilità. Non vi sembra che ciò abbia un senso? Si tratta di uno specchio impercettibile. Vi ricordate che all'inizio di questa sessione ho detto che gli specchi diventano sempre più impalpabili col nostro evolverci e che dobbiamo affrontare quelli più ovvii prima di poter vedere i più sottili.
Siccome si tratta di specchi, il bello è che funzionano in entrambi i sensi. E questo è importante, perché non ci limitiamo di certo ad esaminare i casi negativi, infatti anche quando percepiamo i nostri genitori come esseri affettuosi, saggi, vulnerabili, forti, onesti e tolleranti, riceviamo il riflesso delle nostre credenze sul tipo di rapporto che abbiamo col Creatore, cioè percepiamo il nostro Creatore e noi stessi alla presenza di quella forza creativa.
Quindi la riflessione che vi offro rappresenta una possibilità che è in sé sottile e potente che provoca tutta una serie di implicazioni lungo l'arco di un'esistenza.
Se ciò ha un senso per voi, bene, se non lo ha vi invito ad archiviare mentalmente queste informazioni e, se in futuro dovesse verificarsi uno sgretolamento del vostro sistema di credenze, allora potrete andare a cercare questa cartella e lavorando su questo specchio, avrete un potente strumento a vostra disposizione. Lo specchio della madre e del padre, il vostro Creatore.
IL 6° SPECCHIO ESSENO
Il sesto specchio esseno dei rapporti umani ha un nome abbastanza infausto, infatti gli antichi lo chiamarono: l'Oscura notte dell'anima.
Ma lo specchio in sé non è necessariamente altrettanto sinistro del suo nome. Attraverso un'oscura notte dell'anima, ci viene ricordato che la vita tende verso l'equilibrio, che la natura tende verso l'equilibrio e che ci vuole un essere estremamente magistrale per bilanciare quell'equilibrio.
Nel momento in cui affrontiamo le più grandi sfide della vita possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo che abbiamo accumulato tutti gli strumenti che ci servono per superarle con grazia e con facilità, perché è quello il solo modo per superarle.
Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilità. Quindi, da questa prospettiva, le sfide più alte della vita, quelle imposteci dai rapporti umani e forse anche dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere percepite come delle grandi opportunità a nostra disposizione, per saggiare la nostra abilità, anziché come dei test da superare o fallire.
E' proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell'anima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l'emozione, il sentimento, ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci.
Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale è degno di fiducia ed anche che possiamo aver fiducia in noi stessi mentre viviamo.
La notte oscura dell'anima rappresenta per noi l'opportunità di perdere tutto ciò che ci è sempre stato caro nella vita e di vedere noi stessi alla presenza e nella nudità di quel niente.
E proprio mentre ci arrampichiamo fuori dall'abisso di ciò che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una nuova luce, che esprimiamo i nostri più alti livelli di maestria.
Gli antichi parlavano molto chiaramente della notte oscura dell'anima.
Quando lavoravo nella Bayer Area venne come paziente un giovane ingegnere, che aveva moglie e due figlie che amava molto. Lavorava nel settore del software, dove la domanda era talmente alta che ben presto l'uomo cominciò a viaggiare molto.
Dapprima forniva consulenze tecniche, poi iniziò a prender parte a delle fiere commerciali ed a trascorrere sempre meno tempo con la famiglia.
Le poche volte che restava a casa provava una sensazione di estraneità. C'era poco di cui parlare nel fine settimana. Non sapeva cosa facevano le figlie a scuola e la comunicazione fra lui e la moglie languiva. A un certo punto il suo ufficio assunse una donna di Los Angeles, sua coetanea, anch'essa ingegnere, e i due cominciarono ad essere inviati in missione insieme. Non passa molto tempo che l'uomo cominciò a credere di essere innamorato della donna e lei di lui. Ad un certo punto la donna chiede di tornare a Los Angeles ed anche lui chiese il trasferimento da San Francisco, ottenendo un incarico proprio a Los Angeles. Il suo ufficio era molto dispiaciuto che se ne andasse ed i suoi amici pensavano che fosse impazzito. La sua famiglia soffriva molto. Lui pensò: "Mi dispiace di aver ferito questa gente, ma io vado ad iniziare la mia nuova vita" e si trasferì a Los Angeles.
Un bel giorno, dopo tre settimane, la donna tornò a casa e gli disse: "Sai il nostro rapporto non è quel che credevo e vorrei che finisse qui."
L'uomo era sconvolto. Che paura universale si era risvegliata in lui? Era il fatto che lei gli avesse chiesto di andarsene che l'aveva distrutto.
Cominciò ad avere scarsi risultati sul lavoro. Fu mantenuto in servizio per il periodo di prova e, siccome non migliorava, alla fine gli fu chiesto di dimettersi. Si ritrovò in una città estranea, senza amici, senza gruppo di sostegno, senza stipendio né lavoro e persino sulla lista nera di altre ditte dello stesso settore.
Non aveva un luogo in cui tornare, perché aveva rinunciato a tutte le cose che gli erano state care. Il suo ufficio non lo rivoleva, la sua famiglia ed i suoi amici non erano disponibili.
Venne da me e mi disse: "Cosa diavolo mi sta succedendo? Come faccio a riprendermi la mia famiglia?"
Io molto sinceramente gli risposi: "Congratulazioni!, perché il solo modo in cui qualcosa del genere è potuto succedere nella sua vita è grazie al fatto che lei ha raggiunto il suo più alto livello di maestria."
Quando un essere umano conquista l'ultimo tassello di abilità, la creazione si apre dinanzi a lui che diviene libero di esprime tale maestria in qualunque cosa abbia creato nella vita.
Quando la vita è più dura, quando ci vengono poste delle sfide più alte nel campo della salute, dei rapporti umani o della sopravvivenza è perché noi stessi ci siamo creati quelle situazioni solo dopo aver accumulato tutti gli strumenti necessari a tirarcene fuori con grazia.
Qualunque madre lo sa. Non ve l'ha mai detto vostra madre che Dio non vi da mai più problemi di quanti non riusciate a sopportarne?
L'ho visto succedere mille volte: questioni di salute, malattie potenzialmente letali, implosioni emotive. So con certezza che nella vita noi tendiamo verso l'equilibrio e che ci vuole un grosso sforzo per riuscire a sconvolgere quell'equilibrio e siccome siamo tutti dei maestri, sappiamo bene come farlo.
In quanto maestri noi abbiamo appreso come creare forte disiquilibrio nelle nostre vite in modo da favorire il manifestarsi dello slancio che ci serve per dimostrare il grado di abilità da noi raggiunto. Ci viene offerta così un'opportunità rispetto alla quale non abbiamo nessun punto di riferimento, nessuno a cui chiedere o da cui andare. Non avendo mai avuto prima quella data esperienza, tutto ciò su cui possiamo contare è noi stessi ed è a quel punto che ci viene chiesto di rivolgerci verso i livelli più profondi del nostro essere.
IL 7° SPECCHIO ESSENO
Dalla prospettiva degli antichi, il settimo mistero dei rapporti umani o settimo specchio esseno era il più sottile e, per alcuni versi, anche il più difficile. E' lo specchio che ci chiede di ammettere la possibilità che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi risultati, è di per sé perfetta e naturale. A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere.
Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento è quando misuriamo i nostri risultati, facendo uso di un metro esterno. A quel punto sorge la seguente domanda: "A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo?"
Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni aspetto della nostra vita personale - qualsiasi aspetto - sia perfetto così com'è. Dalla forma e peso del nostro corpo ai nostri risultati in ambito accademico, aziendale o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo è vero e che un risultato può essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato ad un riferimento esterno.
Siamo quindi invitati a permettere a noi stessi di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo. Gli antichi consideravano l'ultimo specchio come il più impercettibile e per illustrarvelo vi racconterò un paio di storie.
Verso la fine del mio periodo aziendale condividevo l'ufficio con una collega, perché lo spazio di lavoro a disposizione era limitato. Avevamo mansioni molto diverse. Siccome non c'era competizione fra noi, parlavamo e pranzavamo insieme spesso, diventando ottimi amici.
Un giorno, tornato in ufficio dopo la pausa pranzo, la vidi sbiancare e sedersi mentre ascoltava i suoi messaggi in segreteria.
Le chiesi cosa fosse successo e lei mi raccontò una storia che io sto per raccontare anche a voi al fine di illustrare il settimo specchio esseno.
La mia collega aveva un'amica, sua coetanee, madre di una ragazza che si era diplomata un paio di anni prima. Era una bellissima ragazza, piena di talento, molto sportiva, brava a scuola, dotata di ottime capacità artistiche che aveva deciso, d'accordo con i genitori, di fare la modella dopo il diploma.
Dopo aver svolto alcuni ottimi servizi da modella ed aver frequentato una scuola specializzata di New York aveva completato un'altra serie di incarichi e stava avviandosi verso una carriera di successo.
Finiti quei primi servizi le agenzie cominciarono a dirle che per quel tipo di lavoro avrebbe dovuto cambiare un po' il suo aspetto. Inizialmente le suggerirono di intervenire su cose semplici come il giro vita e la misura del seno, che venne aumentata per mezzo di un intervento chirurgico. I suoi genitori erano d'accordo perché sapevano che la professione lo richiedeva. Non passò molto tempo che le agenzie cominciarono ad esigere forme più estreme di cambiamento. Per esempio, quando la ragazza sorrideva aveva una sovraocclusione - che era pur gradevole da vedere - e le fu detto che una modella non poteva permetterselo e le chiesero di farsi operare.
Lei obbedì, le sue mascelle vennero rotte e ricomposte. Immobilizzate con strumenti metallici, ma, onestamente, io ho visto foto di prima e dopo l'intervento, c'era ben poca differenza.
Mentre le mascelle erano immobilizzate, la ragazza dovette limitare la sua dieta e dimagrì molto, il che di solito è desiderabile per una modella.
In seguito alla perdita di peso le sue costole inferiori cominciarono ad essere più visibili. La gente del suo ambiente disse alla ragazza che non era un problema, si poteva risolvere tutto chirurgicamente. Infatti la ragazza si sottopose ad un intervento in cui le vennero asportate le costole fluttuanti inferiori. E a quel punto cominciò a succederle qualcosa.
Forse sapete già che il perso corporeo attraversa delle fasi. Io stesso sono stato un podista a livello agonistico, per molti anni e c'erano periodi in cui potevo mangiare qualunque cosa senza riuscire ad aumentare di peso, mentre in altri periodi bastava semplicemente pensare al cibo per ingrassare. E' come se il corpo entrasse in una sua fase. Può capitare di smettere di mangiare per un po', mantenendo lo stesso peso costante o persino ingrassare, oppure cominciare a perdere peso. Poi, decidere di smettere e l'organismo invece continua a dimagrire, anche se si mangia normalmente.
Questo è proprio ciò che accadde alla ragazza. Era entrata in una fase inarrestabile di dimagrimento e la telefonata che la mia collega aveva ricevuto quella mattina era della madre della giovane che, dall'ospedale le aveva comunicato la morte della figlia in seguito a complicazioni derivanti da malnutrizione.
La giovane donna era stata portata all'ospedale perché il suo corpo non riusciva ad adattarsi a quel peso.
La domanda che mi posi fu questa: "Perché questo è successo? Qual è la ragione?"
Ancora un'altra storia.
Alcuni mesi fa Melissa ed io ci siamo messi in viaggio. Per partire da casa nostra bisogna prendere in tutti i modi l'aereo ad Abuquerque ed usando certe compagnie aeree, di cui non faccio il nome, bisogna passare per Dallas prima di poter andare da qualunque parte. Quindi quando andavo a Toronto, dovevo volare fino a Dallas per arrivare a destinazione o a Kansas City per arrivare a Dallas. Se siete stati all'aereoporto di Dallas sapete che è enorme e che c'è una rete tranviaria - teoricamente, quando funziona - per portare i passeggeri da un terminal all'altro e, se funziona, è un ottima rete. Normalmente succede questo: si arriva all'uscita No. 6 e si deve andare all'uscita 44 che è distante mezzo miglio.
Quel giorno eravamo in attesa dei tram ai piedi di una lunga scala mobile e davanti a noi c'era una coppia di anziani. Una donna e un uomo, apparentemente duro di udito. I due erano impegnati in un fitto dialogo in cui esprimevano giudizi sulla gente. Sembrava essere la loro attività abituale, tanto erano a loro agio nel farlo. Mano a mano che arrivava qualcuno dicevano: "Toh! Guarda quello come è vestito!" oppure "Guarda quella lì, hai visto che orecchini?" A un tratto, con la coda dell'occhio, ho visto scendere dalla scala mobile una donna molto grassa. Una volta avevo un cliente che pesava 200 chili e so che quella donna poteva pesare sui 180 chili. La donna reggeva una valigia vecchio stile, di linoleum con fibbie di metallo; c'erano più di 40 gradi a Dallas quel giorno e sicuramente la donna doveva avere un buon motivo per essersi messa in viaggio con quel caldo, viaggiando in quei sedili scomodi per lei con le caviglie gonfie e trascinandosi dietro quella brutta valigia.
Venne a mettersi proprio accanto a noi e la coppia continuò a fare i suoi commenti come prima e, siccome l'uomo era duro di orecchi, noi tutti sentimmo quando disse alla moglie: "Guarda quella donna, non è terribile? Perché non fa qualcosa per sé stessa? Si dovrebbe vergognare di farsi vedere in giro in quello stato!"
Era una rara opportunità, io ero qui, la coppia era qui e la donna grassa era lì. Ed io credo che tacitamente lei acconsentì a lasciarsi guardare negli occhi da me, perché mi guardò direttamente in volto. Anch'io la guardai direttamente negli occhi e lei non disse una parola, ma so che aveva udito tutto ciò che era stato detto.
Stette zitta e mentre aspettavamo il tram i suoi occhi si riempirono di lacrime. Divenne rossa in viso ed era chiaro che stava tenendo duro per non piangere. Quel commento l'aveva ferita. Salimmo sul tram. La coppia si mise accanto a me e scambiammo quattro chiacchiere. Erano persone per bene, non avevano intenti malevoli. Avevano solo quell'abitudine inconscia a criticare. In quel momento seppi che avevamo avuto tutti una rara opportunità. La donna aveva avuto l'opportunità di sentirsi giudicare; la coppia aveva avuto l'opportunità di giudicare qualcuno ed io avevo avuto l'opportunità di esserne testimone.
Entrambe le storie illustrano il settimo mistero esseno dei rapporti umani, il mistero del ricercare la perfezione nell'imperfezione della vita. La giovane donna che aveva perso la vita, con quali standard si misurava? L'avevano fatta sentire imperfetta e l'avevano costretta a cambiare il corpo che le era stato dato in questa vita. Che metro aveva usato?
Quanto alla coppia che aveva percepito la donna come grassa e a me, che la descrivo come tale a voi adesso, fino a che non paragonate la vostra esperienza di vita ad un referente esterno, come potete non essere perfetti?
Ciò che vi raccomando è questo: siate consapevoli del modello a cui vi rifate per misurare i vostri risultati.
Che metro usate nella vita?
In base a che cosa distinguete fra la vostra riuscita ed il vostro fallimento?
Mettiamola così: io potrei darvi un foglio con una lista di criteri e dirvi di parlarmi delle vostre abilità sportive, delle vostre abilità accademiche, comunicative o amorose. Chiedere: Siete dei bravi amanti? E' sempre una buona domanda. Non vi concederei più di 15 secondi per darmi una risposta, perché, a prescindere da cosa risponderete, se vi siete descritti come esseri meno che perfetti, a che cosa vi siete paragonati? Come fate a dire che state facendo qualcosa di non perfetto a meno che non facciate riferimento a qualcosa che sta al di fuori di voi stessi?
Ne parlavamo proprio ieri quando sono andato nella sala proiezioni per vedere la registrazione di questo video che i tecnici erano riluttanti a mostrarmela perché c'era la sensazione che avrei potuto essere critico verso me stesso. Se io incarno questo specchio, se io vi do il meglio di me nel momento presente, il risultato è perfetto, fino a quando non mi paragono a qualcun altro. E' perfetto, è il meglio che può essere in questo momento.
Questo per gli Esseni è il nodo più delicato, perché siamo così pronti a giudicare noi stessi. Siamo noi i nostri critici più agguerriti
Quindi vi invito ad esaminare la vostra vita ed a individuare le aree in cui sentite di non essere felici di voi stessi. Questo può accadere soltanto se non avete fatto del vostro meglio oppure se avete fatto del vostro meglio e vi siete paragonati a qualcun altro. Che metro usate? Nella nostra cultura, che metro usiamo?
Noi veniamo paragonati a quest'uomo (ndr: indica l' immagine di Gesù). Sapete che cosa ha detto quest'uomo quando era qui?
Disse: "Voi pensate che le cose che sto facendo io siano fantastiche, allora aspettate di vedere quello che sarete capaci di fare voi fra 2000 anni." Sto parafrasando un po'. Disse anche: "Non mettetemi su di un piedistallo, voi siete molto, molto più bravi di me se realizzate il potere che c'è in voi, il potere del pensiero, del sentimento e dell'emozione e di ciò che farete con esso."
Questo è il settimo specchio esseno dei rapporti umani, lo specchio della perfezione.
Questi sette specchi dei rapporti umani sono potenti, ci forniscono delle profonde intuizioni sul perché abbiamo vissuto la nostra vita in un certo modo e abbiamo avuto determinati rapporti umani.
Gli Esseni ci ricordano che ciascuno di noi passerà attraverso ogni specchio durante la propria vita, che ne siamo coscienti o no. Spesso ci muoveremo in molti specchi simultaneamente perché siamo maestri e lo diventiamo sempre di più in questa vita.
Nel passare attraverso gli specchi, noi procediamo attraverso la nostra vita, forse senza nemmeno renderci conto del perché facciamo queste cose. Sarebbe bello se ogni mattina si accendesse una bella luce al neon che ci dicesse: "Oggi, dopo aver fatto colazione, dopo che i tuoi familiari sono usciti, puoi cominciare il tuo lavoro sull'oscura notte dell'anima."
La vita non funziona così. Siamo invitati a conoscere noi stessi in presenza di altri, attraverso i nostri rapporti umani e quando quei rapporti sono sanati, noi diventiamo il beneficio di quella guarigione e lo portiamo in noi nel sogno ad occhi aperti della vita, camminando tra i due mondi del cielo e della terra.
* * *
Tratto dalla trascrizione della videoconferenza "Camminare tra i mondi".
Traduzione di Nicoletta Cherubini.
Nel suo nuovo video, "Camminare tra i mondi", Gregg Braden illustra le basi della "tecnologia interiore delle emozioni".
Questo è un originale approccio evolutivo, fusione di antiche e nuove conoscenze, utile per conoscere e superare gli ostacoli che ognuno trova sul sentiero della crescita interiore. Indicazioni provenienti da tradizioni diverse, come la profezia degli Hopi del New Messico, il calendario Maya, i Manoscritti del Mar Morto, sembrano arrivare tutti ad un'identica conclusione: il primo decennio del nuovo millennio sarà un tempo cruciale per la storia dell'umanità. D'altra parte è innegabile, a confermarlo sono rilevamenti scientifici ufficiali, che proprio in questi ultimi decenni alcuni dei più importanti parametri geofisici, come il valore del magnetismo terrestre e la frequenza, hanno fatto registrare inaspettati mutamenti. Insomma ce n'è abbastanza per catturare le menti dei più scettici e il cuore dei ricercatori più motivati.
Ed è questo il caso di Gregg Braden, geologo americano ed esperto di sviluppo del potenziale umano. Nel suo ultimo libro Walking Between the Worlds (Camminare tra i mondi), da cui è stato tratto il video omonimo, ora disponibile anche in italiano, l'autore fornisce un elegante quadro di questa interessante convergenza tra antiche tradizioni e osservazioni scientifiche.
Un cambiamento epocale
Che cos'è questo cambiamento epocale di cui tanto si parla? Qualcuno l'ha chiamato l'alba di una Nuova Era, gli Hopi lo definirono l'Inizio del Sesto Mondo, alcuni ricercatori l'hanno battezzato mutamento dimensionale o inversione magnetica.
Con molta probabilità, si tratta semplicemente di un periodo particolarmente fecondo e ricco di cambiamenti, durante il quale, forse più che in altri periodi sarà possibile guardarsi dentro e migliorare la nostra vita."Siamo stati inondati per secoli da profezie catastrofiche sull'attuale periodo storico - afferma Braden - ma ora è giunto il momento di comprendere che il tanto atteso cambiamento non è un ipotetico evento futuro appartenente alla sfera mistica o esoterica, un qualcosa di esterno a noi, da subire passivamente.
Si tratta invece di una sequenza di processi ed eventi conoscibili e misurabili che stanno già accadendo e che ciascuno può interiormente comprendere verificando il loro impatto nella propria vita quotidiana".Il primo di questi mutamenti su cui si sofferma Gregg Braden è il vistoso cambiamento di due parametri geofisici fondamentali: il magnetismo terrestre (in costante riduzione) e le frequenze del pianeta (in aumento). Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.
Magnetismo terrestre
Le cause del magnetismo terrestre non hanno ancora trovato una risposta scientifica soddisfacente, ma una semplice dimostrazione sarà sufficiente a darci una conoscenza concettuale dei campi magnetici della terra: se prendiamo una barra di ferro ed avvolgiamo intorno ad essa un comune cavo elettrico, dove scorre dell'elettricità, la barra si magnetizza, sviluppando un campo magnetico polarizzato fra nord e sud.
Se ora invertiamo il flusso della carica elettrica nel cavo, il primo campo magnetico scompare ed al suo posto se ne genera un secondo con i poli invertiti.
Il fenomeno può essere così definito: quando degli elettroni si spostano con movimento circolare intorno ad un corpo ferroso relativamente fisso si genera un campo magnetico. L'analogia con il globo terrestre è stringente, poiché la terra, proprio come la barra di ferro in questione, è composta da un nucleo interno ferroso ed ha un campo magnetico dominante di tipo semplice, formato da due poli di segno opposto.
Secondo le leggi della fisica, è la rotazione composita della terra intorno al suo nucleo profondo di ferro e nichel, a generare intorno ad essa i campi magnetici. Questo implica che l'intensità dei campi è in funzione della velocità di rotazione. Più rapida è la rotazione, più alta è l'intensità, o densità, del campo magnetico intorno al nucleo ferroso. Più lenta è la rotazione, meno denso è il campo magnetico.
I rilievi geologici dicono che attualmente siamo al punto più basso di magnetismo terrestre registrato negli ultimi duemila anni.
La Geomonitor, un ente scientifico statunitense del nord-ovest del Pacifico, ha recentemente reso pubblici i dati relativi alla progressiva riduzione del magnetismo terrestre, suscitando molto scalpore tra gli addetti ai lavori. Sembra proprio che l'intensità del campo magnetico terrestre stia scendendo rapidamente al ritmo del 5% ogni cento anni. Su una scala da 1:10, in cui 10 è il valore più elevato registrato dal magnetismo terrestre negli ultimi 2000 anni, i valori attuali sono attestati tra 1 e 1,5, con una riduzione del 38% rispetto a quelli di duemila anni fa. In realtà, come dimostrano i rilievi geologici, il fenomeno di cui siamo oggi responsabili, è già accaduto molte altre volte nella storia del nostro pianeta. I campi magnetici sono cambiati almeno quattordici volte negli ultimi 4,5 milioni di anni.
Secondo altri studiosi la riduzione del magnetismo terrestre, non è un fenomeno che rimane confinato all'ambito dei fenomeni geofisici, ma svolge un'influeza diretta sulla vita di tutti gli organismi viventi e soprattutto sulla fisiologia e la psiche umana, ma di questo parleremo più avanti.
Il secondo parametro geofisico che prende in considerazione Gregg Braden è la frequenza della Terra, pari a circa 7.8 cicli o 7.8 hertz al secondo, un valore misurato per la prima volta nel 1898 a Colorado Springs. Fino ad oggi si pensava che questa pulsazione fosse un valore costante, essendo rimasto invariato fino a metà degli anni Ottanta. Invece negli ultimi decenni è stato registrato da più parti il suo progressivo incremento.
Emozioni e magnetismo terrestre
Perché il cambiamento dei valori della frequenza e del magnetismo terrestre dovrebbero riguardarci da vicino? "Le nostre emozioni - spiega Gregg Braden - sono intimamente legate al magnetismo della terra, tanto che qualcuno lo ha paragonato ad una sorta di colla.
Duemila anni fa, sul pianeta c'era una grande quantità di questo collante in grado di tenere insieme modelli di credenze, pensieri, sentimenti ed emozioni; ma con il decrescere del magnetismo questo collante è diminuito notevolmente e così oggi è diventato più facile accedere alle nostre emozioni e modificare il significato che esse hanno per noi". In altre parole, più facilmente che in passato oggi diventa possibile ridefinire il significato della nostra esistenza, stabilire nuovi modelli di comportamento, riscrivere la nostra vita. Per fare questo è necessario prestare attenzione alle emozioni e alle relazioni interpersonali nel processo di crescita individuale, ed in realtà è proprio questo il tema centrale del seminario oggetto del video Camminare tra i due mondi. Se si è in contatto con le nostre emozioni, se lavoriamo sul significato delle relazioni che noi costruiamo, si può ritrovare la propria essenza, riscoprire chi siamo.
Emozioni e rapporti interpersonali
Una delle emozioni che più di tutte ostacola l'evoluzione personale è, secondo Braden, la paura. Un sentimento che nella nostra cultura veste maschere assai diverse: paura dei rapporti amorosi, paura di non valere, paura di non riuscire a soddisfare impegni e responsabilità. "Quando giudichiamo qualcuno - afferma Gregg Braden - cos'è che in realtà esprimiamo, se non paura? Paura che quella persona possa dimostrarsi migliore di noi. Potrebbe aver ragione. In qualche modo, noi ci paragoniamo ad un punto di riferimento esterno, ad un altro individuo, e la nostra paura è che potremmo non essere all'altezza. Quando notiamo che la rigidità è dominate in un rapporto, qual è il suo modello implicito? E' di nuovo la paura, la paura di cambiare.
Quando un genitore sceglie di essere "non coinvolto" con un figlio... cos'è che agisce dietro quella mancanza di coinvolgimento? Le ragioni possono essere numerose, ma spesso c'è qualcos'altro di più sottile dietro questo atteggiamento di apparente mancanza di interesse: è nuovamente la paura". La paura, continua Gregg, riveste tantissime forme nella nostra vita, ma per quanto siano diverse, nella maggior parte dei casi possono essere ridotte ad una o più combinazioni di tre paure universali: la paura di essere abbandonati (o della separazione), la paura di non essere all'altezza della situazione (o di non valere), la paura di dare troppa fiducia a chi potrebbe non meritarla.
La novità introdotta dallo studioso americano è che queste paure, da noi custodite, portano con loro una carica emotiva che ci farà attrarre nella nostra vita proprio le cose che più temiamo. "Quanti rapporti di lavoro - si chiede Gregg - abbiamo stabilito con persone che ci controllano o sono rigide? Quante storie d'amore abbiamo costruito con le stesse caratteristiche?".
Se facciamo un'attenta analisi della nostra vita non è facile scoprire come spesso nelle nostre amicizie da adulti, nelle nostre storie d'amore, nella vita professionale non facciamo altro che rivivere proprio quei modelli che ci piacciono di meno. Secondo Gregg, questo accade perché abbiamo con il tempo sviluppato una carica emotiva nei confronti di determinate paure o modelli comportamentali che poi fungono da potente magnete per attirare verso di noi proprio quelle persone e quegli eventi che più detestiamo.
Il motivo? E' molto semplice: solo così potremo confrontarci con esse e guarire. Si tratta di un meccanismo oramai riconosciuto da numerose scuole psicologiche e psicanalitiche, ma che era stato ben individuato già 2500 anni fa dagli Esseni.
I sette specchi Esseni dei rapporti umani
"Gli Esseni - spiega Gregg Braden - identificarono forse meglio di chiunque altro il ruolo dei rapporti umani, riuscendo a categorizzarli ed a distinguere fra sette misteri, corrispondenti ad altrettante tipologie di relazioni interpersonali che ciascun essere umano sperimenterebbe nel corso della sua vita di relazione.
Gli Esseni li hanno definiti 'specchi', in grado di farci ricordare che in ogni momento della vita la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano". I sette specchi Esseni ci rimandano fedelmente al momento presente, mostrandoci che tipo di energia emaniamo oppure se e come giudichiamo il prossimo. Tendono a illuminare il ruolo che riveste nella nostra vita relazionale ciò che abbiamo perduto, ceduto, o ci è stato portato via.
Chiariscono perché ci innamoriamo, o perché abbiamo un dato tipo di rapporto con i genitori. Infine, ci guidano nella percezione del sé svelando il modello ideale di perfezione che ci costringe entro schemi predeterminati.
Nella prospettiva degli specchi esseni, i rapporti umani acquistano un forte interesse evolutivo poiché - puntualizza Braden - noi stabiliamo rapporti con gli altri proprio per creare pensieri, sentimenti ed emozioni che ci permettano di conoscere noi stessi e i rapporti con gli altri. E quando riusciamo a sanare questi rapporti noi ne incarniamo il beneficio, irradiando una frequenza benefica nel sogno ad occhi aperti che è la vita.
Compassione
La principale difficoltà lungo questo cammino di risanamento è quella di sfuggire alla logica della polarità e della separazione. A questo, riguardo Gregg Braden racconta un episodio molto emblematico: qualche tempo fa, la televisione diede notizia dell'eccidio di diecimila civili ruandesi per mano di loro connazionali. Quella sera, Braden era in compagnia di tre amici, ognuno dei quali reagì in maniera diversa alla tragica notizia. La prima ad esprimersi fu una donna che si infuriò, gridando: "E' ridicolo! Quando manderemo i Marines ad uccidere i soldati che hanno massacrato i civili? Perché non li fermiamo?".
L'altro amico, un uomo che si era avvicinato da poco alla filosofia New Age invece reagì, dicendo: "Come? I Ruandesi? A qualche livello, quando sono nati, loro sapevano che sarebbero morti in quel modo, era il loro karma... Sentite, è quasi ora di cena, mangiamo qualcosa?".
La terza persona era una donna, che in disparte, con le lacrime agli occhi si espresse così: "Non riesco a dare un significato alle immagini che abbiamo appena visto. Ma non voglio che muoiano altri soldati. Non credo neanche che dovremmo mandarvi i Marines, perché non voglio che ci siano altre vittime. Anche se non ho mai conosciuto quella gente, provo un senso di vuoto per la loro scomparsa. Il fatto stesso che loro non siano più qui mi fa sentire diversa".
La prima donna era polarizzata sulla rabbia, che rappresentava proprio il modo di pensare che aveva causato la morte dei civili; l'uomo era evidentemente ancora immerso nel diniego, in quanto era stato ferito così profondamente da ciò che aveva udito, che si era impedito di sentire; infine la seconda donna, si era permessa di provare il sentimento della perdita di vite umane in prima persona, e di aprirsi ad emozioni che però non teneva collegate ad una carica di rabbia. Ecco, solo lei aveva mostrato concretamente cosa vuol dire provare un senso di compassione nella accezione degli antichi Esseni, un sentimento molto simile a quello della tradizione buddhista.
Se, quando siamo testimoni di una grave offesa o di una tragedia, non proviamo nessuna sensazione, è probabile che ne siamo rimasti feriti a tal punto da chiuderci all'evento.
Se invece proviamo sentimenti tali da voler cercare una compensazione del tipo: "Qualcuno deve pagare", vuol dire che siamo nella polarità. In entrambi i casi stiamo agendo ancora alla vecchia maniera: facciamo finta di non sentire o cerchiamo subito i colpevoli. In questo modo non cambierà mai niente, né dentro né fuori di noi. Quando, al contrario ci permettiamo di sentire, come la seconda donna del racconto di Gregg Braden, allora sappiamo che stiamo lavorando per ancorare in noi stessi e nel pianeta una vibrazione guaritrice, quello che Braden chiama: compassione, intesa come armonizzazione di emozione, pensiero e sentimento. Più precisamente: Pensiero senza attaccamento al risultato; Sentimento senza distorsione; Emozione senza carica.
La compassione, in questa prospettiva, trascende la scienza, la religione e l'antico misticismo. Diventa una sorta di nuova saggezza che non ha ancora un nome.
Il dono della benedizione
Perché possa essere realizzata in pieno, la compassione deve essere affiancata da un altro potente strumento: il dono della benedizione, intesa in senso molto laico, slegato da qualsiasi religione o scuola esoterica. Attraverso il dono della benedizione ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni evento della nostra vita, sia esso gioioso o doloroso, abbia origine da una fonte unica. Nel momento in cui benediciamo un evento che ci ha feriti o una persona che ha causato dolore o sofferenza, affermiamo la natura divina o sacra (o se volete universale) di ciò che è accaduto.
Si tratta di guardare in faccia le persone o gli eventi che hanno causato sofferenza nella nostra vita e di dire: "Io benedico questa persona o questa cosa". Quando riusciamo a fare questo veramente, con tutto il cuore - assicura Gregg Braden - proviamo poi un profondo senso di liberazione e una grande serenità. In questo modo, anche gli accadimenti più dolorosi, acquistano improvvisamente un'altra luce. Come raggiungere l'obiettivo così impegnativo dell'accettazione? Cosa bisogna fare, per essere sicuri di riuscirci? Non è più il tempo del fare - spiega, lo studioso americano - è tempo di diventare, di cominciare a trasformare positivamente la nostra vita. Solo in questo modo potremmo riappropriarci del potere personale e condurre un'esistenza soddisfacente e creativa, non più come vittime di qualche oscuro meccanismo diabolico, ma come cocreatori della nostra stessa esistenza.
* Nicoletta Cherubini è bilingue e biculturale in italiano ed americano. Insegna Italiano per stranieri all'Università di Firenze ed è esperta di educazione globale e di intercultura. Da molti anni è attivamente coinvolta nella ricerca sul potenziale umano.
Per saperne di più
Il video Camminare tra i mondi di Gregg Braden da cui è tratto l'articolo è ora disponibile anche in italiano (traduzione dall'americano di Nicoletta Cherubini) e può essere richiesto al numero 055 8300396. Allo stesso numero ci si può rivolgere per qualsiasi informazione sul video e il lavoro di Gregg Braden. Il libro Walking Between the Worlds (The Science of Compassion, Washington, Radio Bookstore Press, 1997) è invece disponibile solo in lingua originale.
Per eventuali richieste rivolgersi alle librerie specializzate. Sempre di Gregg Braden segnaliamo anche il video Incontrarsi al punto zero, anch'esso disponibile in italiano al numero di telefono già indicato.
Nota: Tratto dalla trascrizione della videoconferenza "Camminare tra i mondi", di Gragg Braden.
Pagina presa nel sito: www.stazioneceleste.it/
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